scuola internazionale di yoga


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NEWSLETTER MARZO 2009

LE PROSSIME ATTIVITÀ DELLA NOSTRA SCUOLA

presso Scuola di Yoga "Tripura Sundari", Via Zamboni 72
info@tripurasundari.it; tel: 334 3990576


CONFERENZA: I TEST SPIRITUALI

Venerdì, 03 aprile, ore 20

ingresso libero

test spiritualiLa vita è come una scuola che ci richiede studio, apprendimento, impegno e anche momenti di valutazione o vere prove, più o meno difficili, che hanno lo scopo di validare il livello evolutivo raggiunto.
Quindi i test spirituali con i quali ciascuno di noi si confronta non sono casuali, ma sono delle necessità divine, sono come degli esami obbligatori che si devono dare per poter accedere ad un livello superiore di realizzazione spirituale.
Se il test viene superato con successo, l’aspirante spirituale fa un vero salto evolutivo, altrimenti si rimane con un debito spirituale e spesso ci si confronta con uno stato di stasi e persino di regresso.

Questa conferenza ha l’obiettivo di aiutare l’aspirante spirituale a imparare a riconoscere nella propria vita i test spirituali e come affrontarli con coraggio e determinazione affinché la propria evoluzione avvenga in modo armonioso e sereno.


GRUPPO SPIRITUALE: VIRYA

1° incontro: Domenica 5 Aprile, ore 10-12

Il gruppo di Virya, aperto solo agli Allievi della Scuola, nasce con l’idea di risvegliare, potenziare e armonizzare l’energia yang dell’azione e della determinazione in ognuno di noi.
Il programma prevede una pratica intensiva di Hatha Yoga in cui si punterà sulla maggiore durata dell’esecuzione delle asanas e delle tecniche yogiche.
Sono previste inoltre speciali meditazioni a tema che hanno lo scopo di caricare energeticamente il gruppo.

Gli incontri sono previsti nelle seguenti domeniche: asana

  • Aprile: 5    19    26

  • Maggio: 17    31

  • Giugno: 14    28

  • Luglio: 12    26

Intraprendere la via dello yoga porta con sé molti doni, ma sono necessari il coraggio, l’applicazione e la dedizione per poter raggiungere le alte mete spirituali


GRUPPO SPIRITUALE: ANGELI

1° incontro: 12 Aprile, la Domenica della Pasqua, ore 17.30 - 19.00

Angelo in italiano, angelus in latino, angel in inglese, ange in francese, inger in romeno, angelos in greco, angaros in persiano, angiras e anche deva in sanscrito, sono i nomi attraverso i quali vengono designati le entità spirituali di luce o messaggeri divini che fanno da tramite tra l’essere umano e la Divinità (chiamata con vari nomi: Dio, Brahman, Assoluto Divino, il Sé Universale ecc).

Questo gruppo, aperto gratuitamente a tutti gli Allievi della Scuola di Yoga, si propone di amplificare la risonanza o la sintonia con varie entità angeliche affinché ciascun partecipante possa beneficiare in maniera diretta, attraverso tecniche speciali di meditazione e giochi spirituali, della loro energia benefica portatrice di amore, armonia, gioia.

Il gruppo avrà il suo primo incontro nel giorno della Pasqua, e con questa occasione si parlerà all’inizio del significato esoterico della Pasqua e si realizzerà una meditazione con Gesù e poi si passerà alle attività inerenti a questo gruppo.

Gli incontri sono previsti sabato o domenica dalle ore 17.30-19.00 nei seguenti giorni:

angelo
  • Aprile: 12    18

  • Maggio: 16    30

  • Giugno: 7    13

  • Luglio: 5    19


CORSO DI RILASSAMENTO E MEDITAZIONE

a partire da Domenica 19 APRILE ore 17.30-19.00
(con frequenza bimensile)

Il rilassamento e la meditazione sono due strumenti molto importanti che lo Yoga mette a disposizione delle persone di tutte le età per:

  • Riduzione dello stress, della tensione;
  • Eliminazione della depressione e dell’ansia
  • Equilibrio sul piano affettivo e mentale;
  • Rinforzo del sistema immunitario;
  • Salute notevolmente migliore;
  • Senso di unità con tutto quello che esiste;
  • Maggiore concentrazione e fiducia in se stessi;
  • Calma e libertà mentale, ottimismo;
  • Sentimento di integrazione spirituale nell’armonia della Creazione.

Il corso è aperto a tutti e si svolgerà nel periodo aprile – luglio con cadenza bimensile, per un totale di 7 incontri (la domenica dalle 17.30 – 19.00 nei seguenti giorni: 19 aprile, 26 aprile, 17 maggio, 31 maggio, 14 giugno, 28 giugno, 12 luglio).

Costi:

  • corso completo (7 incontri): 60€ (50€ studenti, cusb)
  • 4 incontri : 40€ (35€ studenti, cusb)
  • 1 incontro: 12€ (10€ studenti, cusb)

Tessera “Tripura Sundari”: gratuita


LA PIGRIZIA: UNO DEI PRINCIPALI OSTACOLI NELL’EVOLUZIONE SPIRITUALE

pigriziaLo faccio dopo! Meglio ancora, lo faccio domani! La pigrizia si presenta sommessamente, con semplicità, senza grandi squilli di tromba. Tra tutti i peccati della dottrina platonica, apparentemente la si potrebbe scambiare per un elemento inoffensivo, incapace di nuocere veramente. Forse per questo la vediamo dilagare diffusamente nella nostra cultura. Una parte di noi la interpreta quasi come uno status-symbol, una sorta di conquista sociale, una libertà di classe. Fin qui, (quasi) nulla di male. Essa è ovunque, causata dalle onnipresenti comodità che al giorno d'oggi abbiamo sottomano in ogni momento. Ma a ben vedere, quando la pigrizia fa riferimento all’evoluzione personale ed esistenziale della persona, è qualcosa di ben più deleterio di un cellulare alla moda o di un abito firmato. Esistono molti tipi di pigrizia ma occupiamoci ora di quella del torpore interiore, dell’inerzia spirituale. Secondo S. Tommaso la pigrizia perniciosa è quella che “impedisce di iniziare il bene”.

In questo senso è una pigrizia molto vicina alla noia e alla nausea descritta dal filosofo esistenzialista Sartre: indifferenza delle cose nella loro totalità. Ed è in questa accezione che la pigrizia diventa un sentimento radicale, una nebbia che nasconde profondo disinteresse alla vita, ai suoi necessari cambiamenti, alle sue continue rivoluzioni ed evoluzioni alla ricerca del miglioramento. Lo stesso Buddismo riconosce, in questo tipo di pigrizia, uno dei principali ostacoli al risveglio dell’anima. Spesso accade che la pigrizia si esprima con il non volere o il rifuggire, mascherata naturalmente dal più accettabile “vorrei ma non posso, non ci riesco ….”. Ecco quindi che essa diventa, come recita il detto popolare, la chiave della povertà e la ruggine dell’anima. La più faticosa – tra le attività faticose – infatti è crescere. Accettare di modificarsi interiormente è uno sforzo titanico, ostacolato da mille paure e da mille fantasmi. Accettare che il mondo del ‘tutto e subito’ sia soltanto un’illusione infantile, è un passaggio duro, affatto facile, affatto digeribile.

L’idea che i progetti importanti della vita si realizzano con impegno costante, attraverso lunghi processi interiori, decisioni dolorose e incessante lavoro su se stessi, è un’idea davvero amara. La pigrizia è lo specchio dell’onnipotenza interiore, del rifiuto ad entrare in un percorso di crescita segnato – come nella favola di Pollicino – da tante singole mollichine, una dopo l’altra.

La pigrizia ci allontana quindi da un’importante legge della vita: l’evoluzione. Per fortuna la natura ci ha dotato anche di un importante sistema di controllo, di allarme e in fondo anche di salvezza. Questo interiore sistema di salute dell'anima è il nostro Sé, quello che la psicoterapia moderna ha definito la parte spirituale dell’Io, la scintilla divina dentro l’essere umano. Ma il Sé è anche la nostra parte trascendente, la nostra fonte d’amore interiore, il custode del nostro progetto esistenziale. Quando ci perdiamo in contemplazione indolente, o ci chiudiamo nei nostri “non ci riesco”, la nostra anima soffre di una mancata evoluzione. Tutto nell’universo è in continuo cambiamento: dal Big Bang alle galassie, dagli enzimi a base di carbonio degli oceani primordiali alle catene proteiche, alle alghe unicellulari, e poi avanti attraverso miliardi di selezioni, mutamenti, strade chiuse, rivoluzioni, fino ai mammiferi.

E perché la nostra presunzione dovrebbe essere così grande da non pensare che anche noi siamo immersi in questa continua, progressiva, costante e perenne evoluzione? Ma l’evoluzione fa paura perché non ascolta le nostre preghiere di soddisfare i nostri piccoli bisogni, ma invece segue un impulso che viaggia molto in alto sulle nostre teste, molto in alto sulla nostra capacità di comprenderne il senso profondo, la mèta finale. L’evoluzione fa paura perché ne siamo completamente immersi e rischiamo di non vederla, di non scorgerne i piccoli mutamenti, il nuovo che emerge dal vecchio. L’evoluzione fa paura perché considera la nostra vita come la piccola tessera di un mosaico immenso, tanto vasto che possiamo sperare a tratti di scorgerne qualche piccolo frammento, una breve intuizione, una piccola illuminazione. Tutto nell’universo è in costante evoluzione, pervaso in ogni angolo da un flusso perenne di trasformazione. La nostra pigrizia è quindi l’incapacità di sintonizzarci con questa importante legge della vita. È la nostra illusoria resistenza, l’espressione di un’errata comprensione del nostro libero arbitrio, dell’ostinazione che ci fa resistere, puntare i piedi.

La pigrizia è l’illusione che l’evoluzione – facendoci nascere – abbia ormai raggiunto l’apice estremo e si sia quindi fermata, è il miraggio di un angolo del mondo dove le leggi dell’universo si modificano per noi, soltanto per noi. La pigrizia è un’espressione chiara della nostra libertà di seguire le strade del Bene o quelle del Male. Quando resistiamo ai cambiamenti che la nostra esistenza richiede, quando combattiamo contro il procedere del tempo che ci richiede maggiori responsabilità, maggiore saggezza nelle cose della vita, quando ignoriamo i segnali che il nostro Sé ci invia, ecco che a volte, nel nostro palcoscenico, entra in scena il dolore. Esso appare inizialmente come un dolore spirituale, un disagio diffuso e impalpabile, non sempre facile da identificare. La nostra cultura, negli ultimi due secoli, è diventata sempre più attenta ai sintomi fisici, quelli legati al corpo. Ma a ben vedere, spesso i sintomi, prima ancora che nel corpo, appaiono a livello spirituale. Non tutti sono in grado di scorgere – in questa fase – i sintomi di una sofferenza profonda, un disagio dell’animo.

Lo attribuiamo al vicino di casa rumoroso, al capoufficio testardo, alla meteorologia, al buco nell’ozono. I segnali della sofferenza dell’animo non sono urlati ed evidenti come quelli del corpo: ed è per questo che così frequentemente essi rimangono inascoltati, ignorati. Essi diventano un fastidioso rumore di fondo, un ronzio molesto che speriamo che passi da solo, che il tempo – miracolosamente – guarisca e faccia sparire. Quell’irritante ronzio è la voce del nostro Sé che ci spinge a vincere la pigrizia e ci sollecita ad affrontare le nostre paure, a vincere i nostri mostri interiori, a diventare migliori, ad evolvere e a rientrare consapevolmente nel flusso dell’universo. Quando però la nostra presunzione è talmente grande da pensare di resistere e non affrontare le necessarie rivoluzioni da portare nella nostra vita, i sintomi dell’anima possono diventare sintomi esistenziali, o psicologici, oppure ancora psicosomatici: ansia, angoscia, depressione, attacchi di panico, scoppi d’ira, gastriti, ulcere, coliti, cefalee, tumori.

«Non appena morì, Juan si ritrovò in un luogo bellissimo, circondato dalla comodità e dalla bellezza che sognava. Un tipo vestito di bianco gli si avvicinò: “Hai diritto a quello che vuoi: qualsiasi cibo, piacere, svago”, disse.
Affascinato, Juan fece tutto quello che aveva sognato di fare in vita.
Dopo molti anni di piacere, cercò il tipo in bianco: “Ho già provato tutto quello di cui avevo voglia”, disse. “Ora ho bisogno di un lavoro, per sentirmi utile”.
“Mi dispiace molto”, disse il tipo in bianco, “ma questa è l’unica cosa che non posso ottenere per te. Qui non c’è lavoro”.
“Passare l’eternità morendo di tedio? Preferirei mille volte stare all’Inferno!”
L’uomo in bianco gli si avvicinò e disse a voce bassa: “Perché, dove pensavi di essere?”»

Tratto da www.solaris.it

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