PRANAYAMA-RESPIRAZIONE
O, Signore,
Ti porto nel mio cuore,
Questo ti può trasformare in pensiero.
Non lo farò!
Ti avvolgo con lo sguardo,
Ti trasformerei in spina.
Non lo farò!
Ti porterò nel mio respiro,
Cosi che diventerai la mia vita.
(Rumi)
Il pranayama rappresenta la quarta tappa nello yoga e può essere considerato un’arte molto sottile e profonda di trasformazione completa dell’essere.
Include una serie di tecniche respiratorie e di concentrazione mentale che permettono il movimento e la dilatazione volontaria degli organi respiratori, in una maniera ritmica ed intensiva. E’ composto da una serie di inspirazioni (puraka), espirazioni (rechaka) e ritenzioni del soffio (kumbhaka), in una successione prolungata, sottile e sostenuta.
Con riferimento al ruolo distinto delle fasi del processo di pranayama, la tradizione yogica afferma che puraka (inspirazione) stimola l’organismo, rechaka (espirazione) elimina l’aria viziata con le energie che le sono associate, oltre che le tossine, mentre kumbhaka (apnea) distribuisce l’energia nell’intero corpo. I movimenti respiratori implicano:
- un’espansione in orizzontale (dairghya);
- un elevazione verticale (aroha) e
- un’estensione della circonferenza (visalata) dei polmoni e della cassa toracica.
Grazie all’apporto abbondante di ossigeno generato tramite la disciplina e l’espansione della respirazione, nel nostro corpo si producono trasformazioni chimiche benefiche e si amplificano i fenomeni eccezionali di trasmutazione biologica.
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Il prana non è lo stesso della respirazione normale che si realizza automaticamente per sostenere la vita nel caso di ogni essere umano, e pranayama non significa controllo della respirazione, anche se il prana si manifesta attraverso il respiro ed è legato a vayu tattva, l’elemento sottile dell’aria e del movimento.
Per questo motivo, tra le modalità essenziali di trasformazione radicale e di rapida evoluzione, pranayama – il controllo dei flussi di prana realizzato tramite una respirazione ritmica ed armonizzata in modo creatore alle metamorfosi e alle trasformazioni spirituali a cui lo yogi tende – è di base nello YOGA.
Alla fine, ogni tecnica di pranayama è una modalità di aumentare il nostro „deposito” di energia, il prana, migliorando cosi lo stato di salute e di vitalità e conquistando gradualmente i poteri paranormali, sorprendenti per l’uomo comune. |
Il pranayama permette, allo stesso tempo, il controllo della mente (che controlla il prana nelle tecniche di pranayama). Durante la vita, l’anima (Jivatma) e la mente mantengono il prana all’interno del corpo fisico; al momento della morte, sia il prana che la mente e l’anima (Jivatma) lasciano il corpo fisico insieme.
Nel tantra yoga, il prana è utilizzato per intensificare i poteri psichici latenti, eccezionali, chiamati siddhi, oltre che per la realizzazione suprema – la liberazione spirituale. Gli yogi capaci di elevare l’energia fondamentale kundalini shakti sentono il prana in innumerevoli e sfumati modi e lo traspongono in un piano ricettivo spesso sotto forma di luci mistiche, con affascinanti giochi, oltre che in certi suoni sottili di un’armonia e bellezza incredibili.
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